“Su questo schema narrativo si innestano poi tutti i tratti distintivi del cinema di Tarantino: i dialoghi velocissimi e infarciti di ironia e riferimenti pop; la riproposizione post-moderna di tutti i luoghi comuni del cinema di genere; la trama frammentata; le inquadrature e soluzioni visive caratteristiche del regista americano.
Questa particolare ed individualissima mescolanza di elementi visivi e testuali, legata così strettamente al mezzo espressivo per cui è stata concepita, il cinema, porta a chiedersi se possa effettivamente essere efficace una riproposizione su un palcoscenico.
La risposta è sì. […] il testo adattato dal regista Massimo Alì restituisce un’opera divertente, interessante e avvincente.
I dialoghi restano, a questo punto, protagonisti assoluti, dalla famosa discussione su “Like a Virgin” al monologo di preparazione del poliziotto infiltrato, e l’intera storia scorre velocissima per tutta la sua durata.”
Questa particolare ed individualissima mescolanza di elementi visivi e testuali, legata così strettamente al mezzo espressivo per cui è stata concepita, il cinema, porta a chiedersi se possa effettivamente essere efficace una riproposizione su un palcoscenico.
La risposta è sì. […] il testo adattato dal regista Massimo Alì restituisce un’opera divertente, interessante e avvincente.
I dialoghi restano, a questo punto, protagonisti assoluti, dalla famosa discussione su “Like a Virgin” al monologo di preparazione del poliziotto infiltrato, e l’intera storia scorre velocissima per tutta la sua durata.”
Martina Bedeschini Bucci – TeatriOnLine




